Hanno detto su INTERFERENZE ...
Giornale di Sicilia
“…le protagoniste marcano stretto il passo, dividono la scena, promettendo con sicurezza: Sabrina Petyx, sintetica, la sua “vicaria” colpisce il segno de “Un letto tra le lenticchie” e Sabrina Recupero, la sua attricetta tutta tette de “L’occasione d’oro” è un piccolo capolavoro”
(Simonetta Trovato)
La Repubblica
“… storie che i volti delle protagoniste trasformano abilmente in esistenze mancate, nevrotizzate dal candore… donne che si susseguono in un gioco di specchi, gesti quotidiani che si confondono, e il ritmo della normalità che si spezza…”
(Laura Nobile)
LA SICILIA
“…valida l’intuizione registica di Giuseppe Cutino che, lavorando sui testi agrodolci di A. Bennet, mette in scena due donne, intente nella quotidianità del trucco, che sono in fondo due facce di una stessa solitudine. La moglie del vicario, una camaleontica Sabrina Petyx, delusa e ferita dal suo ruolo di moglie ombra, reagisce con glaciale ironia al forzato confronto con una religione estranea e nemica; l’attrice belloccia e iperattiva, interpretata con esuberanza da Sabrina Recupero, appare solo come patinato corpo usa e getta, ma esibisce anche una tenera ingenuità sbattuta in faccia al mondo come unica arma di autodifesa. Nell’interferire continuo di battute che alternano, le trame non si confondono le donne diventano reciprocamente complici testimoni di sofferenze e disillusioni alleggerite dal sorriso”
(Agata Motta)
PROMETEUS Quindicinale di informazione culturale
”Giuseppe Cutino nella scarnificazione di due brevi monologhi e nel loro reciproco innesto, da vita ad un corto circuito di immagini, sì che le Interferenze a cui allude il titolo dello spettacolo sono più televisive che radiofoniche, come di un canale che sfugge alla sintonizzazione nell'improvviso capitombolo in un'altra realtà, complementare alla prima perché parte di un unico insieme sociale. La forza dello spettacolo, e quindi della ribellione artistica che lo sottende, non sta tanto nelle boutades ironiche e feroci sparse nei monologhi, ma nel loro incontro forzato: querimonia dell'infelice moglie di un vicario il primo testo, entusiasta ricerca di popolarità da parte di una bella e ambiziosa quanto vanesia attrice il secondo. Giuseppe Cutino è riuscito a favorire il giusto impatto tra le due realtà grazie anche al professionismo, insolito nei circuiti "locali", delle due protagoniste: una sensibilissima Sabrina Petyx e l'ancor più brava Sabrina Recupero.”
(Roberto Oddo)