TEATRI DELLE VERGOGNE

   

Il teatro palermitano esiste malgrado Palermo. Da ogni parte si apprezza la ricchezza culturale presente a Palermo dove, invece, è in atto un deprimente processo di desertificazione. Non confondiamo, dunque, Palermo con i palermitani. Perché al momento, le due cose non coincidono. É vero che tutti considerano l’Africa la maggior produttrice di diamanti. Ma lì si venderebbero un piede per avere una mucca. Il suolo produce una ricchezza infinita che deve andar via perché possa essere messa in condizione di brillare. E allora cosa importa che l’Africa sia il continente col suolo più ricco del pianeta? Il nostro territorio è culturalmente deprivato di realtà artistiche straordinarie che sono costrette a trovare fuori respiro, dialogo e valorizzazione. E in questo stato di cose, chi se ne frega di brillare nella vetrina di bulgari ( se mai potessimo farlo anche solo come metafora ), è qui che vogliamo stare, è qui che vogliamo vedere le cose cambiare, ed è qui che vogliamo lavorare, e se continueremo a ottenere i nostri obiettivi fuori da qui, noi potremmo dire di avere fallito in ciò che ci eravamo prefissi.

 

I Teatri delle Vergogne nascono con l’intento di tracciare un segno visibile e permanente in un panorama teatrale e culturale in cui la vergogna sembra sia stata silenziosamente bonificata e assimilata.

 

I Teatri delle Vergogne si costituiscono in un´associazione di artisti e di gruppi, accomunati dall´appartenenza alla scena contemporanea indipendente e dal confronto quotidiano con l´auto-produzione culturale, che  ha sede a Palermo. È un’unione fondata sui principi della solidarietà artistica e del reciproco sostegno alle attività comuni, nel rispetto e nel confronto delle proprie specificità e autonomie artistiche.

 

I Teatri delle Vergogne hanno l´obbiettivo di mettere in comune la spinta innovativa dei propri linguaggi e delle proprie storie, affinché le ingenti risorse destinate alla cultura abbiano garanzia di trasparenza e rispetto dei traguardi fin qui conseguiti e intendono operare attraverso un percorso continuato nel tempo e pluriennale, e lontano dalle logiche degli eventi sporadici.

 

I Teatri delle Vergogne si propongono, con la continuità progettuale, di allargare l´accessibilità, il sostegno e l´incremento di luoghi da destinare alla scena indipendente e contemporanea del territorio, attraverso il recupero di spazi urbani, attualmente inutilizzati e diffusi sul territorio, per le attività di creazione e produzione artistica. 

 

I Teatri delle Vergogne intendono costruire un dialogo con le istituzioni cittadine e teatrali     spesso inaccessibili e impermeabili alle sollecitazioni.

 

I Teatri delle Vergogne vogliono confrontarsi, cimentarsi, evolversi e formarsi in un luogo dove fare teatro, danza, arte, non deve essere vissuto con il clamore dell’evento episodico, né con “le vergogne” del favore concesso, quelle stesse “vergogne” che la piazza più rappresentativa della città di Palermo mostra senza più pudore, simbolo di ciò che il teatro sa e vuole svelare nell’atto della sua più pura ricerca.

 

 

La Sicilia è capace di rigenerarsi persino nei periodi di più disperata siccità come quelli che stiamo attraversando. Prova ne è che, malgrado la desertificazione culturale che le nostre amministrazioni stanno, con paziente e immobile solerzia creando anno dopo anno, il teatro di ricerca siciliano ha saputo alzare la testa da quel cumulo di rottami e calcinacci in cui fisicamente è relegato a lavorare, dando prova, in Italia e in Europa, di grande vitalità e qualità, esportando contenuti e valori radicati nella nostra più istintiva e sottile vocazione e traducendoli in linguaggi nuovi e dinamici.

 

Il nostro lavoro necessita, primariamente, di uno spazio fisico idoneo e non transitorio, uno spazio culturalmente aperto, duttile, capace di mettersi in relazione con il territorio, dove attuare strategie non colonizzanti o alienanti, per creare un legame vero fra esecutori e fruitori, dove poter fare delle scelte e assumersene le responsabilità. uno spazio disponibile all’innovazione. Un luogo che possa farsi simbolo e punto di riferimento del teatro di ricerca e della danza contemporanei, confrontandosi con artisti locali, nazionali e internazionali, non nell’arida logica del solo cartellone in cui garantirsi o elargire due repliche da fast food ma come laboratorio aperto e permanente di formazione incrociata e confronto multiculturale, dove la qualità non debba sottomettersi e soccombere a logiche clientelari, provinciali e opportunistiche o alle alternanze politiche.

 

Il nostro è un incontro di artisti che, in questi anni di lavoro, hanno costruito storia e credibilità tali da legittimare la necessità di assumersi il ruolo di referente culturale credibile e trasparente non riconducibile alle logiche illogiche che  pervadono la politica culturale locale, e che mortificano il senso e gli obiettivi di continua evoluzione che ogni società civile ha il diritto e il dovere di rivendicare, come risorsa di nutrimento che non può e non deve esserle sottratta. 

 

 

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musica di Roberto Agrestini tratta dallo spettacolo "Vietato Tuffarsi"
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